• L’emofilia è una malattia legata alla coagulazione del sangue a causa di una carenza di un fattore della coagulazione. È una malattia con base genetica di tipo recessivo e si manifesta a livello clinico solo nei maschi mentre le donne possono esserne portatrici sane. 

    Esistono principalmente sue forme:

    •             Emofilia A – caratterizzata dalla carenza del Fattore otto (FVIII), è la forma più diffusa con una incidenza pari a 1 caso su 10.000 persone
    •             Emofilia B – caratterizzata dalla carenza del Fattore nove (FIX), con una indicidenza di 1 caso su 30.000 persone.

    Le manifestazioni cliniche sono simili per entrambe le forme di malattia e la gravità della stessa è legata alla carenza del fattore di coagulazione. 

    SINTOMI

    Il principale sintomo della malattia sono manifestazioni di tipo emorragico e di lenta risoluzione. Altre manifestazioni possono interessare le articolazioni (polso, caviglia, gomito, ginocchio, ecc..)  in cui sanguinamenti interni possono, se non trattati e risolti, essere causa di artopatia cronica e disabilità. 

    Le emorragie possono manifestarsi in tutto il corpo ma in particolare alcune, se non adeguatamente e velocemente trattate, possono mettere a rischio la vita stessa del paziente.

    DIAGNOSI

    Essendo una malattia trasmissibile su chiara base genetica la diagnosi viene facilitata da specifici controlli clinici in ambito familiare, in modo preventivo o a seguito di manifestazioni emorragiche. Si effettua quindi il dosaggio dei fattori di coagulazione coinvolti (otto e nove) e si eseguono analisi genetiche per la più precisa caratterizzazione della malattia. Queste analisi possono essere effettuate anche in fase prenatale.

    TRATTAMENTI

    Il principale trattamento terapeutico prevede la somministrazione del fattore coagulativo carente. Questa sommministrazione può avvenire nel momento del bisogno (on demand) oppure con una modalità che prevede una trasfusione regolare (3 volte a settimana) del fattore di coagulazione in modo da prevenire le emorragie gravi. Sono anche disponibili dei farmaci ricombinanti, che consentono di ridurre il numero di trasfusioni, e primi, importanti, approcci di terapia genica.

    Da quando sono disponibili in commercio i concentrati, viene largamente utilizzata l’autoinfusione domiciliare. L’utilizzo da parte dei pazienti di questi farmaci avviene sotto la guida e il controllo periodico dei centri emofilia la cui lista può essere consultata sul sito web di AICE (Associazione Italiana Centri Emofilia).

     

    La sezione è stata sviluppata con il contributo non condizionante di

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  • Adolescenti e adulti affetti da emofilia A o B hanno la possibilità di partecipare a uno studio clinico di fase III che coinvolge 5 differenti ospedali italiani (elenco in fondo all’articolo). La sperimentazione avrà lo scopo di valutare la sicurezza e l’efficacia del farmaco PF-6741086(nome commerciale: Marstacimab) come potenziale trattamento per prevenire gli episodi di sanguinamento chiamati emorragie.

    L’emofilia è una malattia ereditaria e congenita, ossia presente fin dalla nascita, dovuta alla mutazione di un gene nel cromosoma X che causa la carenza di una delle proteine implicate nel processo di coagulazione del sangue. Nell’emofilia A la proteina carente è il cosiddetto fattore VIII (FVIII) mentre nell’emofilia B c’è scarsità del fattore IX (FIX). Queste carenze causano una diminuzione dell’efficacia della coagulazione che si manifesta nei segni tipici della malattia ovvero le emorragie, più frequenti a livello delle articolazioni (emartri). In base al grado di carenza dei fattori VIII o IX, l’emofilia può avere manifestazioni lievi, moderate o gravi. 

    Lo studio clinico, con codice identificativo NCT03938792 sostenuto da Pfizer, ha lo scopo di valutare l’efficacia e la sicurezza del Marstacimab nel prevenire le emorragie nei pazienti affetti da emofilia A grave e in quelli con emofilia B moderata o grave.Protein TFPI PDB 1adz

    Marstacimab è un anticorpo monoclonale umano che lega e neutralizza l’azione di TFPI (Tissue Factor Pathway Inhibitor), una proteina anticoagulante che normalmente impedisce un’attivazione incontrollata del processo di coagulazione.

    DISEGNO DELLO STUDIO E OBIETTIVI

    Lo studio clinico è multicentrico, attivo in 75 centri clinici nel mondo, 5 dei quali in Italia, e coinvolgerà in totale 145 pazienti. È uno studio di fase III, in aperto, a braccio singolo, nel quale tutti i partecipanti riceveranno lo stesso farmaco.

    I ricercatori osserveranno le manifestazioni cliniche del paziente per i primi 6 mesi (senza variazioni della terapia abituale del paziente). Dopo questa valutazione si inizierà il trattamento di 12 mesi con Marstacimab seguendo un regime terapeutico che prevede una dose di carico di 300 mg somministrata per via sottocutanea seguita da dosi di 150 mg una volta alla settimana.

    L’obiettivo principaledella ricerca è quello di valutare il tasso annualizzato di sanguinamento (ABR - Annualized Bleeding Rate) ovvero la quantità di episodi di sanguinamento in un anno.

    Gli altri obiettivi sono: la valutazione dei fenomeni trombotici, della formazione di anticorpi contro il farmaco, degli eventi avversi, dei segni vitali, dell’incidenza di emartri. 

    La sperimentazione terminerà approssimativamente nell’agosto 2023.

    COME PARTECIPARE

    I pazienti che possono partecipare alla ricerca devono avere un’età compresa tra i 12 e i 74 anni ed essere di sesso maschile (le persone di sesso femminile sono escluse poiché, a causa del meccanismo di trasmissione ereditaria dell’emofilia, possono essere solo portatrici sane). 

    Oltre a età e sesso, i più importanti criteri di inclusione sono:

    • Una diagnosi di emofilia A grave o di emofilia B da moderata a grave; 
    • Un peso minimo di 35 kg.

    I principali criteri di esclusione dallo studio sono, invece:

    • Un trattamento precedente o in corso per una malattia coronarica, per una trombosi venosa o arteriosa o per un’ischemia;
    • Altri difetti dell’emostasi conosciuti oltre all’emofila;
    • Funzioni renali e/o epatiche anormali;
    • Parametri ematologici alterati;
    • Terapia concomitante con farmaci immunomodulatori.

    I CENTRI CLINICI

    I centri clinici coinvolti nella sperimentazione sono:

    • Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, Firenze (arruolamento non ancora iniziato);
    • Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Milano;
    • Università degli Studi di Roma "Sapienza" - Policlinico Umberto I, Roma;
    • Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone, Palermo;
    • Università degli Studi di Perugia, Azienda Ospedaliera di Perugia, Ospedale Santa Maria della Misericordia, Perugia.

    Per maggiori informazioni sugli obiettivi dello studio e i criteri di inclusione o esclusione e per valutare la possibilità di partecipazione alla sperimentazione, è necessario che il proprio medico di riferimento prenda visione della scheda dello studio clinico.

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