Cancro del colon-retto: lo studio ATEZOTRIBE lo attacca da tre fronti

Lo studio clinico di fase II ATEZOTRIBE si propone di investigare se la combinazione di immunoterapia, chemioterapia e agente anti-angiogenico possa rappresentare una efficace strategia come trattamento di prima linea del tumore del colon-retto metastatico.

gruppo ricercatoriNel dettaglio la combinazione propone l'uso di  immunoterapia (atezolizumab), chemioterapia (regime FOLFOXIRI) e agente anti-angiogenico (bevacizumab).

La combinazione di tre tipi di trattamenti viene dall’esperienza di utilizzo della tripletta chemioterapica (FOLFOXIRI) che insieme all’anti-angiogenico Bevacizumab rappresenta oggi una delle opzioni terapeutiche di riferimento per questo tipo di malattia. Esistono evidenze che indicano come questa combinazione di farmaci aumenti anche la immunogenicità del tumore, favorendo quindi un approccio di tipo immunoterapico.
Per questo nella terapia è stato aggiunto l’utilizzo di atezolizumab, un anticorpo diretto contro PD-L1, proteina che troviamo sulle cellule di numerosi tipi di neoplasie e nel microambiente tumorale. (abbiamo parlato di PD-L1 anche nell’articolo "Ricerca clinica da premio Nobel? Molti studi anche in Italia".)

L’obiettivo dello studio è quello di valutare l’efficacia di questa immunoterapia aggiunta al trattamento di prima linea, valutando il tempo trascorso tra l’arruolamento allo studio e la comparsa della prima evidenza di progressione della malattia.
Lo studio è rivolto a 201 pazienti adulti, di età compresa tra i 18 ed i 75 anni e con diagnosi istologica di adenocarcinoma del colon in stadio metastatico (stadio IV), candidabili ad una prima linea di trattamento.

Il protocollo prevede che i pazienti siano allocati casualmente (randomizzati) in due diversi bracci di trattamento: uno con l’attuale terapia di riferimento (chemio + anti-angiogenico), l’altro con la terapia sperimentale (chemio + anti-angiogenico + immunoterapia).
Attualmente lo studio è attivo presso il Centro Coordinatore della sperimentazione, l'Unità Operativa di Oncologia Medica dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana di Pisa, per la fase di valutazione del profilo di tossicità del trattamento sperimentale (Safety run-in).

Successivamente a questa prima fase, dopo che una specifica commissione di sicurezza (Safety Monitoring Committee) avrà valutato il trattamento sperimentale come sicuro, lo studio sarà esteso ad altri 28 centri sul territorio nazionale.
Responsabile dello studio è il Gruppo Oncologico del Nord Ovest (G.O.N.O.)

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