"Meno burocrazia e più digitalizzazione": la ricetta per far ripartire la ricerca clinica in Italia

La proposta programmatica di quattro importanti associazioni scientifiche, affinché la ricerca riparta con slancio dopo la pandemia.

Nel corso dell’emergenza da COVID-19 molte procedure riguardanti la ricerca clinica sono state modificate per rispondere con velocità alle esigenze di studio e conoscenza, aumentando in maniera consistente l’efficienza dell’intero processo di ricerca clinica, anche attraverso l’adozione di pratiche da lungo tempo richieste dagli operatori. Adesso, terminata la fase puramente emergenziale, il rischio è che si torni a gestire la ricerca con le modalità del passato, con tutti i problemi annessi. Per questo quattro importanti associazioni Scientifiche (AFI - Associazione Farmaceutici Industria, FADOI - Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, GIDM - Gruppo Italiano Data Manager e SIMeF- Società Italiana di Medicina Farmaceutica) hanno redatto un documento programmatico volto a migliorare la conduzione della ricerca clinica nel nostro paese.

Il documento vuole “fornire delle raccomandazioni nate dall’analisi della situazione creatasi nel corso dell’emergenza COVID-19, allo scopo di riportare il nostro Paese a essere tra quelli più competitivi e quindi più attrattivi per gli investimenti in ricerca clinica” sottolineano le associazioni firmatarie.

Nel documento, alla luce del concetto “meno burocrazia, più digitalizzazione”, vengono messe in evidenza tematiche ritenute utili nel velocizzare il processo di ricerca clinica senza intaccarne il rigore scientifico e la sicurezza:

  • il parere di un solo Comitato Etico; 
  • la digitalizzazione dei processi di ricerca; 
  • la possibilità di realizzare alcune procedure previste dalle sperimentazioni anche a domicilio del paziente; 
  • il monitoraggio da remoto 
  • la valorizzazione e formazione del personale che si occupa di ricerca clinica
  • una modulistica più snella per la protezione dei dati personali

 

Rilanciare le sperimentazioni su farmaci e dispositivi medici è a tutto vantaggio degli assistiti perché si generano nuove conoscenze, e la pandemia che stiamo attraversando lo ha una volta di più, e con grande forza confermato”, spiegano i Presidenti delle 4 Associazioni, Alessandro Rigamonti, Dario Manfellotto, Celeste Cagnazzo e Marco Romano. “Senza dimenticare che dove si fa ricerca ci si cura anche meglio, i farmaci innovativi e le nuove strategie terapeutiche arrivano prima e si diffonde più rapidamente la loro conoscenza da parte dei medici

 

La ricerca clinica, ricordiamolo, ha un impatto positivo non solo sulla scienza ma anche direttamente sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Un’analisi in proposito, lo studio VALOR, ha già dimostrato come per ogni euro investito dagli sponsor/promotori nelle sperimentazioni, il SSN ne risparmia circa 2,2.

 

Il documento programmatico verrà presentato e discusso durante un Webinar che si terrà mercoledì 1 luglio dalle ore 15:00 alle ore 17:00.

La partecipazione è gratuita e si può procedere all’iscrizione seguendo questo link.