Venetoclax e azacitidina orale: al via uno studio che ne valuta sicurezza ed efficacia in pazienti con leucemia mieloide acuta in remissione dopo la chemioterapia convenzionale.

Venetoclax e azacitidina orale: al via uno studio che ne valuta sicurezza ed efficacia in pazienti con leucemia mieloide acuta in remissione dopo la chemioterapia convenzionale.

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Per le persone affette da leucemia mieloide acuta è aperta la partecipazione a uno studio clinico di fase III che si svolgerà in dodici differenti ospedali italiani. 

La sperimentazione clinica servirà per confrontare la sicurezza e l’efficacia della combinazione di due farmaci a somministrazione orale: venetoclax e CC-486 (noto come azacitidina orale), rispetto alla sola azacitidina orale, come terapia di mantenimento durante la fase di remissione dopo la chemioterapia convenzionale.

OBIETTIVI

Gli obiettivi principali della ricerca sono quelli di valutare la sicurezza dei farmaci utilizzati (grazie al monitoraggio degli eventi avversi sia ematologici che non ematologici) e l’efficacia della combinazione di venetoclax e azacitidina, per via orale, nell’aumentare la sopravvivenza libera da recidive rispetto alla sola azacitidina, se somministrati come terapia di mantenimento dopo la chemioterapia convenzionale. 

FARMACO E TRATTAMENTO

Il farmaco venetoclax, è un BH-3 mimetico che induce le cellule tumorali ad andare in apoptosi ossia a suicidarsi. Azacitidina, invece, è un analogo pirimidinico che blocca la crescita di cellule tumorali impedendone la sintesi di DNA e RNA, molecole fondamentali per la loro crescita e sopravvivenza.

Lo studio clinico, denominato “A study of oral venetoclax tablets and oral azacitidine versus oral azacitidine as maintenance therapy in adult participants with acute myeloid leukemia in first remission after conventional chemotherapy” e registrato con codice univoco NCT04102020, è sostenuto da AbbVie e si svilupperà in due differenti fasi:
Nella prima fase gli sperimentatori somministrano venetoclax per via orale e azacitidina per via intravenosa o sottocutanea per confermare la dose della combinazione che verrà utilizzata nella seconda parte dello studio.

I dosaggi che verranno valutati sono i seguenti: 

- una dose al giorno di venetoclax per via orale per 28 giorni (1 ciclo) per un totale di 24 cicli di terapia,

- una dose al giorno di azacitidina per via intravenosa o sottocutanea nei primi 5 giorni di ogni ciclo di venetoclax per i primi 6 cicli.


Nella seconda fase lo studio si svolge in ulteriori due parti: la prima avrà lo scopo di valutare la dose adeguata di venetoclax e CC-486. I partecipanti quindi riceveranno venetoclax e azacitidina, entrambi per via orale, secondo il seguente schema: 

- una dose al giorno di venetoclax per via orale per 28 giorni (1 ciclo) per un totale di 24 cicli di terapia,

- una dose al giorno di CC-486 nei primi 14 giorni di ogni ciclo di venetoclax per tutti i 24 cicli.

La seconda parte servirà a studiare l’efficacia di venetoclax e CC-486 nell’aumentare la sopravvivenza libera da recidive rispetto alla sola azacitidina orale. I pazienti vengono suddivisi casualmente in due gruppi: il primo gruppo riceverà venetoclax e azacitidina per 24 cicli mentre il secondo riceverà azacitidina e un placebo, al posto di venetoclax, per 24 cicli.

 

Il primo obiettivo sperimentale sarà valutato a novembre 2026 e la data del completamento definitivo della ricerca è fissata al 2027.

CHI PARTECIPA

Ci sono dei precisi requisiti da rispettare per essere inclusi nella ricerca, detti ‘criteri di inclusione’: ecco chi può partecipare

Tra i criteri di inclusione più importanti ci sono:

  • avere 18 anni o più;
  • avere una diagnosi di leucemia mieloide acuta (secondo i criteri WHO 2016);
  • avere una remissione completa della leucemia o una remissione completa con una conta ematica non completamente ristabilita dopo il trattamento con la chemioterapia convenzionale;
  • avere adeguate funzioni renali, epatiche ed ematologiche.

Tra i criteri di esclusione – quelli che non rendono possibile partecipare – ci sono invece:

  • una pregressa diagnosi di leucemia promielocitica acuta;
  • un precedente coinvolgimento del sistema nervoso centrale da parte della leucemia mieloide acuta. 

DOVE 

Lo studio verrà condotto coinvolgendo dodici strutture medico-ospedaliere italiane:

  • Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona 
  • A.O.U. di Bologna Policlinico S.Orsola - Malpighi 
  • ASST Spedali civili di Brescia 
  • A.O.U. Policlinico G. Rodolico S. Marco - Presidio G. Rodolico di Catania
  • Ospedale Policlinico San Martino di Genova 
  • ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano
  • Fondazione IRCCS Ca Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano 
  • Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Antonio Cardarelli di Napoli
  • Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli
  • Ospedale S. Eugenio di Roma
  • Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina di Trieste 
  • A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino 

Durante lo studio saranno presi in esame anche altri potenziali benefici della combinazione di venetoclax e azacitidina e della sola azacitidina e ricavate ulteriori indicazioni per il loro l’utilizzo. Verranno analizzati in particolare:

  • la variazione della qualità della vita e della stanchezza nei pazienti adulti;
  • la malattia residua minima;
  • la sopravvivenza complessiva dei pazienti.

 

Ulteriori informazioni sugli obiettivi dello studio e sui criteri di inclusione ed esclusione sono disponibili sulla scheda dello studio clinico.


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